Pasta madre

Ora chiudo “Frangia: a chi sta bene davvero?”, pure “Salsa al curry di Ciao, sono Hiro”, “Ricette light primaverili:mousse di limone” ed anche l’articolo che sbeffeggia Instagram (perché?! io mi sono appena iscritta e mi piace!)
Magari, e dico MAGARI, chi ha preso la pasta madre che ho spacciato alla Bakery Station di Bologna, per festeggiare IL TALENTO PER LA GIOIA della mia amica scrittrice Marta Casarini (oltre che acquistare i suoi libri potete leggere il suo blog) vorrebbe una ricetta per usarla, quella benedetta pasta madre, eh? Lo so che vi ho fatto imprecare, non mi dite che l’avete già buttata che soffro!
Che cos’è la pasta madre

La pasta madre, detta anche lievito madre o pasta acida, è un impasto di farina e acqua fermentato naturalmente mediante un equilibrio di lieviti e batteri.
Una volta ottenuta, la pasta madre viene tenuta in vita e riprodotta per mezzo di successivi rinfreschi: impasti periodici con farina e acqua.
I microorganismi che la compongono devono essere costantemente nutriti e posti in condizione di riprodursi.
Per vivere a pieno, cosa c’è di meglio che mangiare e stare al caldo?

Come rinfrescare e conservare la pasta madre

La farina è fondamentale per la buona crescita del lievito e l’ottima riuscita del prodotto. E’ importante scegliere farine di buona qualità: biologiche, macinate a pietra e/o integrali. La salute ne guadagna e danno ottimi risultati!
Prendete il vasetto dal frigorifero e lasciatelo a temperatura ambiente per almeno 30 minuti.
Rimuovete lo strato superiore del lievito madre ed adoperate la parte interna.
 
Pesate il lievito, aggiungete lo stesso peso di farina e metà del peso di acqua tiepida.
(Esempio: 100 gr di lievito + 100 gr di farina + 50 gr di acqua tiepida)
Impastate, formando un panetto liscio e morbido. Fate un taglio a croce e mettete in un vasetto di vetro (non quello in cui era prima, un altro asciutto e pulito!) coperto con un canovaccio pulito e fissatelo con un elastico (per evitare contaminazioni con batteri esterni).
Se non volete utilizzarlo nelle ore successive, trascorsi i 30 minuti rimettete il vasetto in frigorifero, chiudendolo ermeticamente.
Se avete intenzione di panificare, lasciatelo lievitare per 3/4 ore e procedete con l’impasto. (Utilizzate la quantità che vi serve nella preparazione che andrete a fare ed il resto della pasta madre conservatela in frigo per la volta successiva)
Niente paura, per tenere in vita il lievito è sufficiente rinfrescarlo una volta alla settimana; non disperate, non c’è un metodo giusto, ognuno deve trovare il suo e poi sarà solo questione di organizzazione!
La pasta madre è attesa, gioia, amore, condivisione.
 
La qui presente pasta madre è nata 100 anni fa. Mi è stata donata da uno spacciatore (il metodo più facile ed immediato per avere la pasta madre, è quello di farsela donare da uno spacciatore) e “mangia” regolarmente farina di tipo 2 macinata a pietra.

Sono all’inizio di quest’avventura; se volete condividere con me info, dubbi, ricette, successi panificatori, consigli e/o rettifiche, lasciate un commento, oppure scrivetemi a buhbuhbutter@libero.it
Detto questo, ricordate che il pane buono non si fa in pochi minuti.
Più che per voi, è un monito per me!
(Post in aggiornamento che andrò ad integrare man mano, sperando di diventare una Baker di tutto rispetto!)
















8 commenti:

  1. Ma che bei vasetti!
    Hai ragione. Il pane buono si ottiene con tempo e pazienza.
    Baci.

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    1. Grazie Natalia!
      Che pubblicità era che diceva:"Piano, piano, buono, buono?" ;)

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  2. Vedrai quante soddisfazioni ti darà!!!! Un abbraccio cara!!!

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  3. Con la pasta madre verrà tutto più buono!!!
    http://www.campiflegrei.na.it/index.php/category/gastronomia/

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  4. Il est merveilleux :) Bon jeudi Mercoledi!! xxx

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